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Il sole e la farfalla
L'Aquila mi ha distrutto il cuore
post pubblicato in Diario, il 23 giugno 2011
Sono qui che ascolto delle canzoni di Einaudi e ho deciso di scrivere.
Per la cronaca,sono splendide.Le stavo ascoltando perchè le abbiamo usate spesso a danza e,visto che sento già la nostalgia delle mie serate in palestra a ballare e sudare,avevo pensato di mettermi questa musica ed allenarmi un pò.Fare gli esercizi di tecnica che facciamo in palestra anche per tenere l'allenamento.Ma ho beccato la girnata sbagliata perchè sono stanchissima dopo una giornata intera all'università e,appena provo ad accennare un giro,mi gira pure la testa.Cosa che non dovrebbe succedere.
Comunque le canzoni ascoltatele.Fanno sognare.
Però non volevo parlarvi di questo.
Ci sto pensando da domenica a questo post.
E' solo che non posso stare zitta,lo faccio fin troppe volte nella vita vita che almeno qui voglio urlare.
Domenica sono stata con mio fratello,mio padre e i miei nonni all'Aquila.
Ignara di quello che avrei trovato,sono andata lì con l'animo leggero e tranquillo.
Non so perchè il mio cervello mi diceva che avrei trovato subbuglio si,ma di una città in ricostruzione.
Non so perchè,vi giuro.Chiamatemi ingenua, ed è vero , ma ero convinta così.
Forse perchè se avessi saputo,non sarei andata.O forse si,sarei andata lo stesso.
Quella non è città in ricostruzione,quella non è una città.
E' una maceria,è un luogo in cui il tempo si è fermato e non sembra ripartire.
Io sono una persona sensibile e che si impressiona facilmente ma appena arrivati nella prossimità della città ho iniziato a vedere le crepe nei palazzi.E più ci avvicinavamo e più le crepe diventavano grandi e,alle crepe,si aggiungevano parti di tetto crollate.Poi case senza tetti,case senza pareti,pezzi di muro a terra.Detriti ovunque,ancora.Dopo due anni è ancora tutto in quel modo.
Tutto lasciato a se stesso,tutto lasciato al tempo che ormai li con c'è più.
Guardavo le case,le strade e immaginavo le persone passeggiare.Si perchè ora non ci passeggia più nessuno a parte qualche "turista" che passa di lì.
Case abbandonate con le finestre ancora aperte,con le tende ingiallite,i fiori secchi,i giochi in giardino.Quel che ne è rimasto.
Negozi con oggetti dentro rimasti immobili per due anni.
Un bar con le uova di pasqua buttate per terra in mezzo ai detriti e dei succhi di frutta ancora sul bancone.
Una lettera scritta dalla proprietaria del negozio "Rosa Antico" che esprimeva quanto gli mancasse il suo negozio,quanto gli dispiacesse non poter più farlo vivere come prima.E la promessa che avrebbe continuato comunque ad accendere,ogni giorno,le luci.Per farlo sembrare ancora vivo.
Si sono sensibile ma sono scoppiata in lacrime che ho cercato di nascondere per non sembrare la solita piagnucolona.
Però non ce l'ho fatta.Non ce la faccio a pensare che una città sia stata lasciata così.Che gli abitanti di quella città siano stati lasciati così.Perchè anche per loro il tempo si è fermato.
Hanno lasciato le chiavi delle loro case attaccate ad una transenna che costeggia buona parte del corso.Hanno scritto biglietti e lettere in cui spiegano quanto gli manca camminare per le strade della LORO città.
Anche i cani randaggi piangono all' Aquila al suono delle campane.
E io con loro.
Ma come si può lasciare una città,una popolazione così?
Io non voglio dare la colpa alla solita persona che tanto odio e che,se fosse per me,farei sparire sulla Luna in questo istante.Però diamine..non credo che costruire qualche casa nuova abbia risolto i loro problemi.Ma poi queste case,sono bastate per tutti?
Io non credo.
Ma poi qualche casa può ridargli la vita che hanno perso li?
Le serate passate a mangiare in piazza,i pomeriggi nei negozi,le mattine a scuola o al lavoro.
Perchè queste cose le facciamo tutti ma noi ancora le abbiamo.Loro no.
Io vi giuro sarei voluta rimanere li.Non so per fare qualocosa.
Per aiutarli a ricostruire le loro case.Non so, è assurdo ma anche ora che scrivo non riesco a trattenere le lacrime.Vorrei fare qualcosa ma mi sento impotente di fronte a tutto questo.
La mia speranza è che un giorno quelle strade possano essere di nuovo popolate da bambini,fidanzatini,persone a spasso con i loro cani che non abbaiano più per paura,nonni con i propri nipoti.
Voglio tornarci e sperare che qualcosa sia cambiato.
Che QUALCUNO si sia reso conto della perdita che tutta quella popolazione ha avuto e faccia qualcosa.Di concreto,non solo a parole!
Perdonatemi per il post sicuramente triste e lamentoso ma volevo condividere con voi questa esperienza,volevo togliermi dal cuore tutto questo dolore che sicuramente non potrò neanche mai capire fino in fondo.Ma essere andata li mi ha fatto diventare sicuramente più consapevole.
Io vi dico di andarci..si perchè secondo me,più persone sono consapevoli di ciò che è l'Aquila ora e più movimento ci sarà per aiutarLa,aiutarli.
Farà male perchè non può che fare male andare li ma forse smuove la voglia di aiutare,di contribuire alla rinascita di un luogo che non c'è più.

Ps : Non te l'ho detto perchè mi ha fatto stare male quando l'ho letto ma c'era una locandina attaccata in tutta la città con la foto del rugbista Lorenzo che non c'è più..e c'era scritto : Un rugbista non muore mai,al massimo passa la palla.E credo che sia veramente così!Forse anche voi potreste fare qualcosa. :)

Stella del mattino - Ludovico Einauidi

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